There are beginnings that don't announce themselves: they simply happen. They are born from a simple gesture, from a trust granted even before the project takes shape. Rediscovered Vines It all begins here, with a winery that chose to lead the way, opening the doors to its heritage and sharing its story without waiting for others to follow.
And that 'yes' echoes even more powerfully, arising from a place where the wind is not merely wind, but an ancient voice: the Lipari plateau, home of Tenuta di Castellaroguardian of a craft that transcends agronomy. Here, amid stone, light, and horizons that stretch forever, the estate has chosen to restore a future to a fragile and precious vine: the Corinto Nero. A variety that seemed destined to fade away, like a word lost in a forgotten dialect, but which instead found those who chose to listen to its story.
Featuring this estate as our opening protagonist is more than just a tribute: it is a recognition that every rebirth requires someone with the courage to lead the way. Rediscovered Vines It begins right here: with a vine that seemed lost and those who chose to reclaim it, giving it back its voice, its dignity, and its future.
Before recounting this story in my own words, I reached out to Tenuta di Castellaro to tell it in their own words. What emerged is a questionnaire that is not merely a collection of answers, but a small map of their heritage: the very place where the journey of this reclaimed vine begins.
Come nasce la vostra realtà vitivinicola?
Tenuta di Castellaro nasce nell’estate del 2005, durante una passeggiata mattutina nella Piana di Castellaro. Fu in quel momento che la famiglia Lentsch, affascinata dalla bellezza dell’Isola di Lipari e dalla forza del suo paesaggio vulcanico, decise di trasformare la propria passione per il territorio in un progetto concreto. L’obiettivo era chiaro: creare una tenuta vitivinicola che fosse non solo produttrice di vino, ma anche espressione autentica del territorio, in cui ogni vite, ogni vigneto e ogni fase della lavorazione raccontassero la storia e lo spirito delle Isole Eolie. Così, attraverso cura, studio e rispetto per la natura, la Tenuta di Castellaro è diventata una realtà dove tecnica e poesia si incontrano, dando vita a vini che riflettono l’identità unica di questo angolo di Sicilia.
Qual è il legame tra la vostra storia personale e la vigna?
Massimo Lentsch, che si è sempre occupato di export e continua a farlo ancora oggi, ha maturato un’importante esperienza presso un’azienda vitivinicola in Lombardia, dove ha avuto l’opportunità di avvicinarsi e approfondire la conoscenza del settore vinicolo. Dopo aver scoperto la meravigliosa piana della Tenuta di Castellaro, ha deciso di intraprendere questo percorso, coniugando le proprie competenze nel marketing alla produzione di vino, mantenendo sempre un profondo rispetto per la cultura del territorio e per la natura.
Un ricordo, un episodio o una persona che ha segnato il vostro rapporto con il vino.
L’evento che ha segnato il mio rapporto con il vino è stato una passeggiata mattutina attorno all’isola,
fino alla Piana di Castellaro, in contrada Quattro Pani, dove vigne abbandonate si affacciano sul mare.
Un luogo essenziale, in cui il paesaggio e la storia vitivinicola del territorio si intrecciano in modo evidente.
Il vitigno ritrovato
Il vitigno ritrovato è il “Corinto Nero“.

Come lo avete individuato o riscoperto?
Abbiamo avuto modo di individuare le piante di corinto, vitigno autoctono di tutte le Isole Eolie,
sulle isole circostanti a quella di Lipari.
Qual era la sua situazione prima del vostro intervento?
Sull’ Isola di Lipari, la maggiore fra le 7, non era più presente.
Perché avete deciso di salvarlo?
Essendo l’Isola di Lipari un luogo difficile per la crescita delle viti, abbiamo effettuato una ricerca di quali potessero essere dei vitigni che ben si adattavano al clima e ai terreni vulcanici delle isole.
Visitando altre piccole cantine sulle Isole circostanti abbiamo notato che i due vitigni autoctoni: Corinto nero and Malvasia delle Lipari erano i vitigni che rispecchiavano uno stato di salute migliore rispetto alle altre tipologie.
Quali caratteristiche agronomiche o storiche lo rendono unico?
Dal punto di vista enologico, il Corinto Nero ha caratteristiche uniche. Privo di vinaccioli, manca dei sentori erbacei e delle asprezze dei tannini. Pur producendo poco vino, esprime una mineralità e freschezza rare, con una spiccata acidità superiore ai 6 g/l e un basso pH prossimo ai 3,5.
Il lavoro di recupero; Quali sono state le prime azioni concrete?
Tenuta di Castellaro ha intrapreso un’opera di recupero del Corinto Nero con una selezione massale su
tutti i vigneti più antichi delle sette Isole Eolie. Questo vitigno era in via di estinzione, ma grazie alla
collaborazione con Pépinières Guillaume, importante vivaista francese, siamo riusciti a riprodurre migliaia di piante sane e ben differenziate. Queste piante rappresentano oggi un punto di riferimento per la riproduzione sana ed equilibrata delle viti impiegate nei nostri impianti.
Quali difficoltà avete incontrato?
Quest’opera di riproduzione del vitigno Corinto Nero ha richiesto molti investimenti, specialmente in termini di tempo e denaro.
Quanto tempo è servito per vedere i primi risultati?
Dalla selezione massale sono passati 5 anni prima di vedere dei risultati.
Collaborazioni (enti, università, agronomi, altri custodi della memoria)
Grazie all’aiuto di Pépinières Guillaume, importante vivaista francese, siamo riusciti a riprodurre migliaia di piante sane e ben differenziate.
Il vigneto oggi: Dove si trova il vigneto del vitigno recuperato?
Piana di castellaro denominata vigna alta.
Estensione attuale
Circa 3 ettari e mezzo.
Pratiche agronomiche adottate?
Allevamento ad alberello con sesto d’impianto di 1,10 m x 1,1o m, potatura di costrizione visto il sesto d’impianto molto stretto, accurata selezione dei germogli, pratiche agronomiche certificate bio e vendemmia manuale.
Caratteristiche del suolo e del microclima
Il terroir di Lipari, in particolare quello di Tenuta di Castellaro, influisce notevolmente sulla resa a vino di tutte le varietà coltivate. Coltiviamo in regime biologico esclusivamente ad alberello su suolo sabbioso vulcanico, ricco di micro-elementi come zolfo e lapilli. La forte escursione termica e l’altitudine sul mare (350 m sul livello del mare), insieme alle peculiarità del Corinto Nero, rendono la nostra produzione unica. I vini di Tenuta di Castellaro parlano un linguaggio enologico proprio di Lipari e delle Eolie, differenti dal resto della Sicilia e dell’Italia meridionale.
Il vino: Descrizione del vino (profilo sensoriale, identità, stile)
È un vino ancestrale di colore rosso rubino intenso, che profuma di bosco e frutta matura e si presenta al gusto elegante, persistente e vigoroso.
Filosofia che guida la vinificazione
La vinificazione prevede una macerazione sulle bucce in tini e botti di legno, successivamente avviene la svinatura e la pressatura. Infine, il vino viene affinato in legno e in acciaio.
Produzione annuale
Corinto 100%: 3500 bottiglie, Corinto and Nero D’avola (Nero Ossidiana): 15000 bottiglie.
Ruolo del vino nella vostra identità aziendale
Il Vino in Tenuta di Castellaro ha la centralità assoluta rispetto ad altri business legati alla cantina
che sono l’ospitalità e l’enoturismo.
Significato e futuro: Cosa rappresenta per voi questo vitigno?
Questo vino rappresenta molto per noi, considerato che i due vini rossi di punta hanno la prevalenza o la totalità di questa varietà che ha proprietà organolettiche uniche.
Come reagiscono i consumatori alla sua storia?
I consumatori tendenzialmente reagiscono con molta curiosità e attenzione e con diversi apprezzamenti sulle qualità organolettiche del vino.
Visione futura del progetto
L’obiettivo è chiaramente il continuo miglioramento della qualità, sia a livello agronomico che enologico.
Contributo alla biodiversità viticola italiana
Il contributo alla biodiversità viticola italiana è Importante visto e considerato che siamo in italia il maggior produttore di vini con questa varietà.

Ogni storia ritrovata è un dono, e questo primo capitolo non sarebbe stato possibile senza la fiducia di Tenuta di Castellaro, che ha scelto di aprire la strada quando il progetto era ancora un’idea, un’intenzione, un respiro appena accennato. A loro va il mio grazie più sincero: per il coraggio, per la memoria custodita, per aver creduto che certe voci meritino di tornare a parlare.
Rediscovered Vines continua da qui, da questa prima vite che ha ritrovato il suo posto nel mondo. E mentre il viaggio prosegue, l’invito è aperto a tutti i produttori che sentono di avere una storia da restituire alla terra, un vitigno da salvare, un ricordo da riportare alla luce. Questo progetto vive delle vostre radici, delle vostre scelte, dei vostri sì.
Ci ritroveremo presto, nel prossimo capitolo, accanto a un’altra vite che chiede di essere ascoltata. Perché la memoria del vino è vasta, fragile e preziosa — e insieme possiamo farla fiorire di nuovo.
Progetto ideato e curato da Mister Wine – Giovanni Scapolatiello – Sommelier Ais Italia
Informazioni generali
Nome dell’azienda: Società agricola Tenuta di Castellaro SRL – Anno di fondazione: 2005
Luogo: Via Caolino s/n – 98055 – Lipari (ME) – Sicilia
Contatti:
📱: +39 090 9587713
📧: info@tenutadicastellaro.it
Instagram: https://www.instagram.com/tenutadicastellaro/
Facebook: https://www.facebook.com/Castellarowines/


