{"id":14849,"date":"2026-02-13T18:08:13","date_gmt":"2026-02-13T18:08:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misterwine.eu\/?p=14849"},"modified":"2026-10-04T14:09:41","modified_gmt":"2026-10-04T14:09:41","slug":"i-borbone-e-il-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/i-borbone-e-il-vino\/","title":{"rendered":"I Borbone e il vino: storia di un regno che cresceva come una vigna"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"14849\" class=\"elementor elementor-14849\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6e5765b e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"6e5765b\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-97d645a elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"97d645a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pexels-efrem-efre-2786187-14552618-1024x683.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-14852\" alt=\"Ferdinando di Borbone mister wine\" srcset=\"https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pexels-efrem-efre-2786187-14552618-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pexels-efrem-efre-2786187-14552618-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pexels-efrem-efre-2786187-14552618-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pexels-efrem-efre-2786187-14552618-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pexels-efrem-efre-2786187-14552618-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pexels-efrem-efre-2786187-14552618-18x12.jpg 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b8b81d8 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"b8b81d8\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e86042b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e86042b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Da fiero Napoletano, sono convinto che i Borbone, come tante dinastie che hanno dominato la mia citt\u00e0, hanno lasciato, a differenza delle altre dominazioni, un segno pi\u00f9 evidente, pi\u00f9 marcato. Si ricordano infatti tra la popolazione partenopea, con molto piacere, attribuendo a Napoli svariati primati. Sono arrivati con l&#8217;intento di dominare, ma come spesso capita quando si arriva a Napoli, alla fine si sono innamorati e lasciati dominare.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un\u2019immagine che ritorna spesso quando si parla dei Borbone: non quella dei saloni dorati o delle uniformi impeccabili, ma quella di un sovrano che cammina tra i filari, le mani dietro la schiena, il passo lento di chi osserva e ascolta. Perch\u00e9 nel Regno delle Due Sicilie la vigna non era solo agricoltura: era politica, identit\u00e0, diplomazia, e perfino un modo di stare al mondo.<\/p><blockquote><h2><em><strong>Ferdinando IV: il re che scappava a respirare la campagna<\/strong><\/em><\/h2><\/blockquote><p>Tra tutti i sovrani borbonici, <b>Ferdinando<\/b> <b>IV<\/b> \u2014 il \u201c<b>Re<\/b> <b>Lazzarone<\/b>\u201d, come lo chiamavano con affetto e ironia \u2014 fu quello che pi\u00f9 am\u00f2 la terra. Non era un intellettuale raffinato come Carlo, n\u00e9 un modernizzatore metodico come Ferdinando II. Era un uomo istintivo, sanguigno, che trovava pace solo tra gli animali, gli orti e le vigne.<\/p><blockquote><p><em>Un aneddoto lo racconta bene.<\/em><\/p><\/blockquote><p>Si dice che durante una visita ufficiale a Portici, mentre ministri e dignitari lo attendevano per discutere affari di Stato, Ferdinando fosse improvvisamente scomparso. Dopo ore di ricerche, lo trovarono in una vigna della Reale Tenuta, seduto su un muretto di tufo, a parlare con un contadino di potature e di \u201ccome quest\u2019anno il <b>Piedirosso<\/b> s\u2019era fatto pi\u00f9 capriccioso del solito\u201d.<\/p><p>Il ministro delle Finanze, furioso, gli ricord\u00f2 che c\u2019erano documenti urgenti da firmare. Ferdinando, senza scomporsi, rispose: <strong>\u201cPrima la vigna, poi i fogli. I fogli non muoiono se li lasci soli, la vigna s\u00ec.\u201d<\/strong><\/p><p>Era un\u2019esagerazione, certo. Ma rivelava una verit\u00e0: per i Borbone, la terra era un organismo vivo, da capire e proteggere.<\/p><blockquote><h3><em><strong>L\u2019aneddoto di corte che pochi conoscono<\/strong><\/em><\/h3><\/blockquote><p>Tra le storie che circolavano a palazzo, ce n\u2019era una che i servitori raccontavano sottovoce, quasi fosse una piccola leggenda domestica. Una sera d\u2019autunno, durante un ricevimento alla Reggia di Caserta, Ferdinando IV decise di far servire agli ospiti un Piedirosso giovane, appena spillato da una botte arrivata da Portici.<\/p><p>Un ambasciatore austriaco, abituato ai vini del Danubio, lo assaggi\u00f2 e comment\u00f2 con sufficienza: <strong>\u201cInteressante\u2026 ma un po\u2019 troppo selvatico.\u201d<\/strong><\/p><p>Ferdinando lo guard\u00f2, sorrise appena e gli disse: <strong>\u201c\u00c8 selvatico perch\u00e9 \u00e8 vivo. Come noi. Se vuole qualcosa di addomesticato, c\u2019\u00e8 l\u2019acqua.\u201d<\/strong><\/p><p>La sala rimase in silenzio per un istante, poi scoppi\u00f2 in una risata generale. L\u2019ambasciatore, colto alla sprovvista, arross\u00ec\u2026 ma chiese un secondo bicchiere. Da quel giorno, raccontavano i camerieri, ogni volta che tornava a Napoli pretendeva \u201cquel vino selvatico del re\u201d.<\/p><blockquote><h3><em><strong>Un aneddoto intimo: il bicchiere nascosto<\/strong><\/em><\/h3><\/blockquote><p>C\u2019era per\u00f2 un episodio pi\u00f9 intimo, quasi tenero, che pochi conoscono. Ferdinando aveva l\u2019abitudine di tenere, nella sua stanza privata a Portici, una piccola bottiglia di Piedirosso avvolta in un panno di lino. Non era destinata agli ospiti n\u00e9 ai banchetti: era \u201cil suo vino\u201d.<\/p><p>Una notte, durante un temporale violento, un giovane paggio lo trov\u00f2 sveglio, seduto vicino alla finestra, mentre sorseggiava quel vino guardando il Vesuvio illuminato dai lampi. Il ragazzo, imbarazzato, gli chiese se volesse che chiamasse le guardie.<\/p><p>Ferdinando rispose piano: <strong>\u201cNo, resta. Questo \u00e8 il vino che mi ricorda chi ero prima di diventare re.\u201d<\/strong><\/p><p>Il paggio, anni dopo, raccont\u00f2 che fu la prima volta in cui vide il sovrano non come un monarca, ma come un uomo.<\/p><blockquote><h2><em><strong>Il Piedirosso: il vitigno che racconta un regno<\/strong><\/em><\/h2><\/blockquote><p>Tra i vitigni che pi\u00f9 affascinarono la corte borbonica, il <strong>Piedirosso<\/strong> occupava un posto speciale. Non solo per il vino che produceva \u2014 fragrante, vulcanico, nervoso \u2014 ma per la sua natura quasi poetica.<\/p><p>Il nome deriva dal colore rosso delle sue estremit\u00e0, simili alle zampe di un colombo. E proprio come un colombo, il Piedirosso era imprevedibile: amava il sole ma temeva il vento, cresceva forte ma poteva spezzarsi facilmente, dava vini generosi solo a chi sapeva ascoltarlo.<\/p><p>Ferdinando IV ne era affascinato. Lo considerava un simbolo del suo popolo: resistente, passionale, a volte difficile, ma capace di emozionare come pochi.<\/p><p>Un giorno, raccontano le cronache di corte, il re assaggi\u00f2 un Piedirosso particolarmente riuscito, prodotto nelle vigne vesuviane di Portici. Lo sorseggi\u00f2, chiuse gli occhi e disse: <strong>\u201cQuesto vino \u00e8 come Napoli: se lo capisci, non lo lasci pi\u00f9.\u201d<\/strong><\/p><p>Da quel momento, volle che il Piedirosso fosse servito in tutte le occasioni diplomatiche importanti. Non per ostentazione, ma per orgoglio.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e025b1d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"e025b1d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" src=\"https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pompeii-vineyards.jpg-1024x680.webp\" class=\"attachment-large size-large wp-image-14857\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pompeii-vineyards.jpg-1024x680.webp 1024w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pompeii-vineyards.jpg-300x199.webp 300w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pompeii-vineyards.jpg-768x510.webp 768w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pompeii-vineyards.jpg-1536x1020.webp 1536w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pompeii-vineyards.jpg-2048x1360.webp 2048w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pompeii-vineyards.jpg-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4a3f742 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4a3f742\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<blockquote><h3><em><strong>Un aneddoto politico: il vino che ferm\u00f2 una disputa<\/strong><\/em><\/h3><\/blockquote><p>Durante una trattativa delicata con un emissario inglese \u2014 si discuteva di dazi portuali e concessioni commerciali \u2014 la tensione era tale che i funzionari temevano un fallimento. Le posizioni erano rigide, gli animi tesi.<\/p><p>Ferdinando, invece di alzare la voce, fece portare due calici e una bottiglia di Piedirosso del Vesuvio. Ne vers\u00f2 uno all\u2019emissario e disse: <strong>\u201cPrima beviamo questo. Poi decidiamo se litigare.\u201d<\/strong><\/p><p>L\u2019inglese, sorpreso, accett\u00f2. Dopo il primo sorso, sorrise. Dopo il secondo, la discussione cambi\u00f2 tono. Non fu il vino a risolvere la questione, certo, ma fu il vino a ricordare a entrambi che stavano parlando tra uomini, non tra bandiere.<\/p><p>La trattativa si chiuse con un compromesso favorevole al regno. E l\u2019emissario, tornando a Londra, port\u00f2 con s\u00e9 una cassa di Piedirosso \u201cper uso diplomatico\u201d, come scrisse ironicamente in una lettera.<\/p><blockquote><h2><em><strong>La vigna del Vesuvio: un laboratorio a cielo aperto<\/strong><\/em><\/h2><\/blockquote><p>Tra tutte le vigne reali, quella che pi\u00f9 rappresentava lo spirito borbonico era la <strong>vigna del Vesuvio<\/strong>, un mosaico di terra nera, pietre calde e filari che sembravano arrampicarsi verso il cielo.<\/p><p>Qui, tra <b>Portici<\/b> and <b>Torre<\/b> <b>del<\/b> <b>Greco<\/b>, i <b>Borbone<\/b> avevano creato un vero laboratorio agronomico. Non era raro vedere studiosi, botanici e agronomi camminare tra i filari con taccuini e strumenti di misurazione. Si sperimentavano:<\/p><ul><li><p>nuovi sistemi di allevamento<\/p><\/li><li><p>tecniche di drenaggio per i terreni vulcanici<\/p><\/li><li><p>selezioni massali dei vitigni autoctoni<\/p><\/li><li><p>metodi di conservazione e trasporto del vino<\/p><\/li><\/ul><p>Un episodio curioso riguarda un giovane agronomo francese invitato a studiare i suoli vesuviani. Dopo giorni di analisi, dichiar\u00f2 che quella terra era \u201ctroppo estrema\u201d per produrre vini eleganti. Ferdinando, che aveva ascoltato in silenzio, lo port\u00f2 davanti a una botte di <b>Lacryma<\/b> <b>Christi<\/b> e gli fece assaggiare il vino.<\/p><p>Il francese rimase in silenzio per un minuto intero. Poi disse: <strong>\u201cAllora \u00e8 la terra che comanda, non noi.\u201d<\/strong><\/p><p>Ferdinando rise: <strong>\u201cFinalmente l\u2019hai capito.\u201d<\/strong><\/p><blockquote><h2><em><strong>Il vino come memoria di un regno<\/strong><\/em><\/h2><\/blockquote><p>Oggi, quando si cammina tra le vigne del <b>Vesuvio<\/b> o si assaggia un <b>Piedirosso<\/b> ben fatto, si sente ancora l\u2019eco di quella stagione borbonica. Non \u00e8 nostalgia, ma consapevolezza: molte delle pratiche, delle intuizioni e perfino delle vigne che oggi consideriamo \u201ctradizionali\u201d sono figlie di quel periodo.<\/p><p>The <b>Borbone<\/b> non furono solo sovrani: furono custodi di un paesaggio, promotori di una cultura agricola, interpreti di un territorio che parlava attraverso la vite.<\/p><p>E forse \u00e8 per questo che il loro legame con il vino continua a emozionare. Perch\u00e9 il vino, come la storia, non \u00e8 mai solo un prodotto: \u00e8 un racconto. E i <b>Borbone<\/b>, nel bene e nel male, seppero raccontarlo con una voce che ancora oggi risuona.<\/p><p>E allora s\u00ec, alla fine di questo viaggio tra re, vigne e vulcani, resta una certezza semplice e potente: <strong>noi napoletani abbiamo il privilegio di vivere in un luogo dove la storia non \u00e8 mai finita, ma continua a fermentare.<\/strong><\/p><p>I Borbone, con tutti i loro limiti e le loro grandezze, avevano capito una cosa che ancora oggi ci appartiene: che il vino non \u00e8 un prodotto, ma un carattere. Che la terra non \u00e8 un possesso, ma un\u2019eredit\u00e0. Che il <b>Vesuvio<\/b> non \u00e8 una minaccia, ma un padre severo e generoso.<\/p><p>E quando cammini tra i filari neri di cenere, quando senti il profumo del Piedirosso che sale dal bicchiere come un ricordo, quando guardi quel cono immenso che domina tutto\u2026 capisci che questa storia non poteva nascere altrove.<\/p><p>Perch\u00e9 il vino del Sud non \u00e8 solo buono: <strong>\u00e8 nostro. \u00c8 Napoli. \u00c8 identit\u00e0. \u00c8 orgoglio.<\/strong><\/p><p>E allora, mentre chiudo queste righe, mi viene naturale pensare che forse <b>Ferdinando<\/b> <b>IV<\/b>, seduto su quel muretto di tufo a parlare con un contadino, non stava scappando dai doveri di corte. Stava semplicemente tornando a casa. Come facciamo tutti noi, ogni volta che alziamo un calice e sentiamo, dentro, la voce antica della nostra terra.<\/p><p>Un sorso di Piedirosso, un respiro di Vesuvio, un pensiero ai Borbone. E Napoli che, come sempre, non smette mai di raccontarsi.<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/about-misterwine-sommelier-aisnapoli\/\">Mister Wine \u2013 Giovanni Scapolatiello \u2013 Sommelier Ais Italia\u00a0<\/a><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bf7ac44 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"bf7ac44\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1a3e4ff elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"1a3e4ff\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"629\" src=\"https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/221205fg-768x629.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large wp-image-14850\" alt=\"I Borbone e mister wine\" srcset=\"https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/221205fg-768x629.jpg 768w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/221205fg-300x246.jpg 300w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/221205fg-15x12.jpg 15w, https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/221205fg.jpg 977w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da fiero Napoletano, sono convinto che i Borbone, come tante dinastie che hanno dominato la mia citt\u00e0, hanno lasciato, a differenza delle altre dominazioni, un segno pi\u00f9 evidente, pi\u00f9 marcato. Si ricordano infatti tra la popolazione partenopea, con molto piacere, attribuendo a Napoli svariati primati. Sono arrivati con l&#8217;intento di dominare, ma come spesso capita [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14850,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[77],"tags":[888,887,889],"class_list":["post-14849","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","tag-ferdinando-iv","tag-i-borbone","tag-piedirosso"],"blocksy_meta":{"styles_descriptor":{"styles":{"desktop":"","tablet":"","mobile":""},"google_fonts":[],"version":8}},"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.misterwine.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/221205fg.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14849","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14849"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14849\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16593,"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14849\/revisions\/16593"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misterwine.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}