Immaginate un luogo dove la storia millenaria si fonde con la forza primordiale della natura, un’oasi incastonata tra la furia creatrice del Vesuvio e la dolcezza del Mar Mediterraneo. È qui, in questa terra vulcanica generosa e unica, che la Tenuta Sorrentino non si limita a produrre vino, ma forgia una vera e propria esperienza sensoriale, un racconto che in ogni sorso narra di passione, radicamento e rinascita. Dimenticate la semplice degustazione: qui il vino è una celebrazione della vita che rinasce dalle ceneri, un inno alla resilienza di una famiglia che da generazioni coltiva la bellezza e la genuinità, custodendone il segreto in ogni calice. Preparatevi a essere rapiti da un viaggio che vi condurrà nel cuore pulsante di un terroir ineguagliabile, dove il fuoco del vulcano si fa vino e la storia si brinda con ogni respiro.
Un’esperienza che va ben oltre la semplice degustazione, ma che si trasforma in un vero e proprio viaggio nel cuore della Campania, tra profumi intensi, sapori autentici e storie millenarie. A Boscotrecase, piccolo centro alle falde del Vesuvio, sorge la Tenuta Sorrentino Vini, un luogo dove la passione per la terra e per il vino si fondono con un’ospitalità di rara autenticità.
Metti una domenica Partenopea di fine Ottobre, temperature decisamente primaverili, gruppetto di amici e tanta voglia di relax a contatto con la natura. Una telefonata last-minute, che da quel tocco di suspence, si perché senza aver prenotato nulla, di domenica, con un tempo bellissimo dove vai senza prenotazione? << Ciao Maria Paola come stai? sono Giovanni Scapolatiello, avevo pensato di venirti a trovare oggi, anzi adesso, ma purtroppo senza prenotazione, diciamo una visita Last-minute.>> Ovviamente senza indugiare, con il suo savoir-faire, la risposta è stata: << Ciao Giovanni, ti aspetto con enorme piacere>>.
Immaginate la felicità? Arrivati in struttura, ad accoglierci, con un’empatia che ci fa sentire subito a casa, è stata proprio lei, Maria Paola Sorrentino. La sua passione contagiosa e il suo amore per il territorio sono il filo conduttore di una giornata indimenticabile, scandita da sorrisi, chiacchiere sincere e calore umano.
Tutto lo staff, impeccabile per professionalità e dedizione, ha contribuito a rendere l’esperienza unica. Una menzione speciale, però, spetta a Carmelo, un vero e proprio cicerone che, con la sua profonda conoscenza del vino, della storia e delle tradizioni locali, ci ha guidato in un percorso didattico e affascinante.
Il pranzo, una vera e propria celebrazione dei sapori vesuviani, è stato accompagnato dall’intera selezione dei vini della Tenuta.
Abbiamo iniziato con il DoRè, uno spumante Millesimato 2024, Bio, certificato Bioagricert, raffinato e vivace, ottenuto da uve Caprettone, un vitigno autoctono che esprime tutta la mineralità e la freschezza del territorio.
A seguire, ci siamo lasciati conquistare dal Vesuvio Lacryma Christi Bianco, Vigna Lapillo 2023, un blend armonico di Caprettone, Greco e Falanghina, che evoca l’antica tradizione enologica del Vesuvio.
Il viaggio tra i vitigni autoctoni è proseguito con il Catalò 2022, un vino intrigante e di carattere, prodotto al 100% da uve Catalanesca, un’altra chicca locale.
Non poteva mancare la Latikadea, una Falanghina 100% Pompeiana 2020, che ci ha avvolto con i suoi profumi intensi e la sua spiccata personalità.
Il momento clou della degustazione dei bianchi ha lasciato spazio a una vera e propria eccellenza: il Lacryma Christi Rosato Vigna Lapillo, ottenuto da uve Piedirosso e Aglianico, vincitore della Medaglia d’oro 2023 al Concours Mondial de Bruxelles.
Un rosato elegante e complesso, che ha saputo stupire per la sua struttura e la sua piacevolezza.
I piatti, rigorosamente fatti in casa, tra conserve, pomodori e prodotti locali, raccontano la generosità della terra, hanno accompagnato alla perfezione ogni sorso.
E poi è arrivato il momento dei rossi: il Don Paolo Gold IGT annata 2016, un Aglianico Pompeiano in purezza, ha sprigionato grande freschezza e mineralità, testimoniando la capacità di questo vitigno di invecchiare con eleganza.
Ma la vera sorpresa, la rivelazione della giornata per me, è stato il Frupa IGT annata 2016. Un Piedirosso in purezza così versatile, fresco e con un’acidità bilanciata che mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta.
Un vino capace di esprimere tutta la potenza e la delicatezza del Vesuvio in un sorso.
La conclusione perfetta di questa esperienza culinaria è arrivata con il dessert, torta della nonna e cheese cake, abbinato a un Passito Igt Pompeano prodotto da uve Falanghina, Catalanesca e Caprettone. Una dolce carezza che ha suggellato il ricordo di una giornata speciale.
A margine della visita, abbiamo avuto il piacere di incontrare l’enologa Benni. Una professionista preparata e appassionata, innamorata della sua terra. La sua chiacchierata, piacevole, didattica e amichevole, ci ha svelato i segreti di una cantina che lavora nel rispetto della tradizione e con uno sguardo sempre rivolto al futuro, al rispetto della terra.
Sorrentino Vini non è solo una cantina, ma un’esperienza a tutto tondo. Grazie a Vesuvio Inn, la tenuta offre la possibilità di soggiornare in camere bellissime e rilassarsi in una meravigliosa piscina, immersi nel verde e nella quiete delle pendici del Vesuvio. Un luogo magico dove il vino, la storia e l’ospitalità si fondono in un abbraccio indimenticabile. Un’azienda che si distingue anche per l’attenzione alla sostenibilità, producendo prodotti di bellezza a partire dal recupero delle vinacce.
I cosmetici FRUPA, nati da un progetto di economia circolare e sostenibile, utilizzano le vinacce di uve Piedirosso coltivate biologicamente su un suolo vulcanico formatosi dall’eruzione pliniana del 79 d.C. Ispirandosi all’uso storico dei frutti della vite per la preparazione di oli e unguenti nell’antica Pompei, la linea cosmetica include un siero per viso e occhi che combina l’acido ialuronico, per un effetto lifting immediato, con l’estratto di vinaccia ricco di antiossidanti, per benefici antietà a lungo termine.
L’azienda Sorrentino ha fatto della sostenibilità il suo valore fondamentale, unendo la tradizione vinicola familiare all’impegno per l’ambiente e le future generazioni. Adotta pratiche agricole sostenibili dal 2001, inclusa la coltivazione biologica, l’uso di colture di copertura per preservare il suolo, il diserbo meccanico, la raccolta dell’acqua piovana e l’uso di energia solare. Questo approccio ecologico si riflette in ogni aspetto aziendale, dalla produzione dei vini all’uso di imballaggi biodegradabili, dimostrando come tradizione e innovazione possano convivere in un’ottica di rispetto per il pianeta, il benessere dei dipendenti e la fiducia dei clienti.
Lasciamo la Tenuta Sorrentino con l’animo colmo di gratitudine e il palato ancora inebriato. Questo non è un semplice congedo, ma la promessa di un ritorno, perché luoghi come questo, e persone come Maria Paola, Carmelo e Benni, ti entrano nel cuore. La loro passione è contagiosa, la loro conoscenza illuminante e la loro ospitalità un dono prezioso che rende ogni vino un’esperienza indimenticabile.
Grazie, per averci mostrato non solo il frutto del vostro lavoro, ma l’anima di una famiglia e di un territorio.
Mister Wine – Giovanni Scapolatiello – Sommelier Ais Italia





























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