Montilla-Moriles: Guida al Silenzio del Pedro Ximénez e ai Vini Iconici di Spagna

Un viaggio in una Spagna che non ha fretta di farsi scoprire

Vinedos Pedro Ximenez Mister Wine
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Montilla-Moriles: Dove il tempo sembra aver chiesto il permesso

Ci sono territori che non ti vengono incontro: devi essere tu a fare il primo passo. Montilla-Moriles è esattamente così. Arrivando da nord, dopo esserti lasciato alle spalle il caos monumentale di Córdoba, ti accorgi all’improvviso che il paesaggio ha cambiato tono. Le colline si schiariscono fino a diventare quasi bianche: è la leggendaria Albariza, un suolo calcareo (fino al 60-80% di carbonato di calcio) che sotto il sole andaluso brilla come neve e ha la capacità quasi magica di trattenere l’acqua delle piogge invernali per rilasciarla alle viti durante l’estate torrida.
Qui il sole — quello che raggiunge facilmente i 45°C nei pomeriggi di luglio — non è un nemico, ma il primo “enologo” della regione.
 
Un mosaico di vitigni e numeri
Nonostante la fama del dolce, questa DO che conta circa 4.500 ettari vitati è un mondo complesso. Il protagonista assoluto è il Pedro Ximénez (PX), che qui occupa oltre il 95% della superficie. È un’uva incredibile: a differenza di Jerez, qui il PX raggiunge naturalmente i 15 gradi alcolici, permettendo di produrre vini Fino senza dover aggiungere alcol (fortificazione).
Ma se aguzzate la vista tra i filari, troverete i custodi della biodiversità locale. Parlo di vitigni quasi dimenticati che molti produttori stanno recuperando:
 
Moscatel: che regala profumi floreali pazzeschi.
Baladí Verdejo e Lairén: varietà storiche che aggiungono sfumature rustiche e autentiche ai bianchi della zona.
Montepila: un altro tesoro locale che resiste al cambiamento climatico con una dignità d’altri tempi.
 
Il fascino del Metodo Solera
Se entrate in una cantina, il rumore sparisce. Sarete circondati dalle botas (botti da 500-600 litri) impilate in file chiamate criaderas. Il vino più giovane in alto, quello vecchio in basso. È un sistema dinamico, un abbraccio tra annate diverse che garantisce una costanza che solo il tempo può regalare. Degustare un Amontillado che ha passato 20 o 30 anni in questo labirinto di legno è un’esperienza che mette i brividi: note di nocciola, tabacco e una sapidità che sa di terra arsa.
 
Consigli per un viaggio lento
Se state pianificando una fuga in questa terra, ecco qualche dritta da amico:
 
Quando andare: Evitate luglio e agosto se non volete sciogliervi. La primavera (aprile-maggio) è il momento magico, con le vigne in fiore e temperature umane.
Dove mangiare: Fermatevi nelle piccole tabernas di Montilla o Aguilar de la Frontera. Chiedete un calice di Fino accompagnato da un piatto di Jamon Ibérico o dalle Alcachofas a la Montillana (carciofi cucinati con il vino locale). L’abbinamento vi farà capire perché siamo in uno dei paradisi gastronomici meno celebrati d’Europa.
L’esperienza imperdibile: Visitare una pasera durante la vendemmia. Vedere migliaia di grappoli stesi al sole sui tappeti di sparto ad appassire è un’immagine che non dimenticherete più.
 
I miei custodi del territorio
Per toccare con mano questa realtà, ecco i nomi che porto nel cuore:
 
Bodegas Toro Albalá: Un archivio liquido. Se volete assaggiare la storia del secolo scorso, siete nel posto giusto.
Bodegas Robles: Pionieri del biologico. Il loro approccio sostenibile è una lezione per tutti noi.
 
Bodegas Alvear: La più antica dell’Andalusia (1729). Qui la tradizione non è un peso, ma un’opera d’arte.
Lagar de Santa Magdalena: Per chi cerca il lato più intimo e artigianale della produzione.
 
Montilla-Moriles non è una regione che si visita per caso. Ci arrivi perché senti che c’è qualcosa da scoprire sotto la polvere bianca delle sue strade. E quando te ne vai, ti resta addosso una sensazione difficile da spiegare: quella di aver incontrato una Spagna che non grida, ma sussurra segreti bellissimi a chi ha la pazienza di ascoltare.
 
Qui il vino non grida. Sussurra. E se ti fermi ad ascoltare, ti racconta molto più di quanto immagini.
 
Grazie per avermi accompagnato in questo viaggio tra i filari e le botti di Montilla. 
Non andate troppo lontano, perché il nostro viaggio nel calice è appena iniziato. 
Restate sintonizzati: nei prossimi articoli esploreremo altre chicche nascoste e borghi dove il vino racconta storie incredibili. 
Ci leggiamo prestissimo!
 

Montilla-Moriles DO Mister Wine
Mister Wine
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Sono Giovanni Scapolatiello, Sommelier Ais e trasformo il vino in un racconto.

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