Dopo aver attraversato la forza aragonese di Campo de Borja, la rusticità sincera di Utiel‑Requena, la profondità atlantica del Bierzo, la luce minerale di Valdeorras, la frontiera granitica di Arribes, la sabbia luminosa di Méntrida e l’altopiano resistente di Almansa, il mio cammino scende verso sud-est, dove il Mediterraneo incontra la montagna e la luce si fa più morbida, più verde, più umida.
Oggi arriviamo a Bullas, una DO murciana che vive lontana dai riflettori, protetta da boschi, altitudini e silenzi. Una terra che ha fatto della Monastrell di montagna la sua voce più autentica: fine, floreale, sorprendentemente fresca. E da qui, il viaggio proseguirà verso altre regioni Spagnole che aspettano solo di essere visitate e raccontate.
BULLAS – La Monastrell che non ti aspetti
Un territorio sospeso tra Mediterraneo e montagna questa è Bullas, una DO che vive tra i 600 e i 900 metri di altitudine, in un paesaggio che alterna boschi di pino, colline morbide e vigneti che sembrano nascere direttamente dalla terra rossa. È una Murcia diversa: più verde, più fresca, più ombrosa. Il clima è mediterraneo, sì, ma con una forte influenza montana: estati calde ma ventilate, notti fresche, escursioni termiche che scolpiscono i profumi, piogge più generose rispetto alle DO vicine.
Un vignaiolo del posto dice: “Qui la Monastrell non brucia: respira.” E in quella frase c’è tutta Bullas.
La Monastrell di montagna
Se a Jumilla e Yecla la Monastrell è scura, calda, potente, a Bullas diventa un’altra cosa: più chiara nel colore, più floreale, più fresca, più verticale, più elegante. Profuma di rosa canina, ciliegia croccante, erbe di montagna, terra rossa, pino e resina. È una Monastrell che sorprende, che spiazza, che non si dimentica.
Come ogni protagonista che si rispetti, ci sono altri vitigni che l’accompagnano facendo da co-protagonisti. Accanto alla Monastrell, Bullas custodisce altre uve che meritano attenzione:
Tempranillo: qui l’uva identificativa Spagnola è più fresco e meno muscolare rispetto alla Meseta.
Syrah: speziata, elegante, perfetta per l’altitudine.
Garnacha: delicata, luminosa, quasi “atlantica” nel profilo.
Macabeo: bianco fresco, quotidiano, sorprendentemente minerale.
Airén: anche se qui è raro, si presenta con interpretazioni moderne molto interessanti.
Il vino qui è freschezza, bosco, altitudine. I vini di Bullas hanno un tratto comune: la freschezza che non ti aspetti da una DO murciana.
Nei rossi ritrovi: frutti rossi croccanti, fiori secchi, erbe aromatiche, una mineralità rossa e terrosa.
Nei bianchi: agrumi, fiori bianchi, una freschezza quasi alpina.

Produttori da scoprire
Bodegas Lavia: Una delle realtà più identitarie della DO. Vini puri, vibranti, profondi. Il Lavia+ è un manifesto della Monastrell di montagna.
Bodegas Balcona: Piccola, familiare, poetica. Il Partal è un vino che racconta il bosco, la terra rossa, l’altitudine.
Bodegas del Rosario: La cooperativa storica della DO. Vini sinceri, quotidiani, perfetti per capire il territorio.
Bodegas Monastrell: Un nome che dice tutto. Stile moderno, pulito, elegante.
Chicche e aneddoti dal territorio
Bullas è una delle DO più alte della regione di Murcia, e questo cambia tutto. Molte vigne sono circondate da boschi, creando un microclima unico e una biodiversità rara.
La Monastrell qui matura lentamente, mantenendo acidità e profumi. La DO è stata per anni quasi invisibile, oscurata da Jumilla e Yecla, ma oggi è una delle più interessanti della Spagna mediterranea.
Il Museo del Vino di Bullas è uno dei più belli e curati della Spagna rurale.
Grazie per aver camminato ancora una volta con me in questa Spagna meno conosciuta, fatta di boschi, altitudini, di una Monastrell fresca e storie che meritano di essere ascoltate.
La rubrica continua: nella prossima tappa ci sposteremo verso un’altra regione che vive ai margini, ma che custodisce un’anima luminosa.
Alla prossima regione, alla prossima storia, al prossimo calice.







