Luogosano e Poggio al Calore: Un Legame Indissolubile tra Terra, Fiume e Vino


Nel cuore pulsante dell’Irpinia, terra antica di vitigni autoctoni e paesaggi mozzafiato, nasce una realtà giovane ma con radici profonde: Poggio al Calore. Situata a Luogosano, questa cantina si sta facendo strada nel panorama vinicolo campano con passione e dedizione. Ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Attilio Colucci, uno dei soci, di questo progetto, che insieme a Michele Pacillo, ci ha aperto, anche se solo virtualmente le porte della loro cantina, alla scoperta della loro storie e del loro progetto.

Dunque senza esitazione, vi presento “Poggio al Calore”.

Ciao Attilio, innanzitutto desidero ringraziare te in primis, ma ovviamente a tutta la famiglia di Poggio al Calore per avermi concesso questa intervista esclusiva.

Un saluto a tutti i lettori di Mister Wine e grazie a te Giovanni, per averci concesso la possibilità tramite la tua opera di divulgazione social, di concederci la possibilità di parlare della nostra realtà.

Chi siete e quando è nata l’idea di Poggio al Calore?

L’idea di Poggio al Calore nasce in una serata invernale del 2019 quando ero a cena nel ristorante di Michele PacilloIo e mia figlia Claudia siamo i proprietari di alcuni vigneti e di una cantina di 600 mq nel comune di Luogosano, nel cuore della verde Irpinia. Michele Pacillo è il proprietario dell’Agriturismo Le Contrade che ha aperto a Luogosano nel 2010, dopo essere rientrato da un periodo di lavoro in Toscana in cui aveva perfezionato l’attività di ristoratore e di conoscitore di vini. Ad oggi offre alla propria clientela piatti tipici della regione e carni alla brace di altissima qualità nel suo ristorante Le Contrade, che si trova proprio di fronte ai vigneti che io avevo piantato venti anni prima, ma che erano stati gestiti nell’ultimo periodo, in maniera grossolana dal precedente affittuario. Dato che il contratto di affitto, con il precedente affittuario, era in scadenza e avendo una visione comue di come valorizzare la struttura esistente e la ricchezza della terra, quando chiesi a Michele: “Vogliamo gestire noi l’attività viti-vinicola?”, la sua risposta fu immediatamente SI! E Così è nato Poggio al CaloreAbbiamo 4 ettari vitati di Aglianico e un ettaro vitato di Falanghina Irpina, ulteriori 3 ettari in fase di impianto. Per completare coltiviamo anche un ettaro di oliveto con piante di qualità miste autoctone dalla cui molitura otteniamo olio extravergine di oliva di bassa acidità 0,22 e alta qualità.

Il nome Poggio al Calore ha un suono evocativo. C’è una storia o un significato dietro la scelta del nome?

Sicuramente. Ci sono due motivazioni concorrenti e integrate. Michele ha lavorato in Toscana in un territorio vocato alle vigne e dove il paesaggio collinare, detto il Poggio, è parte dell’identità del vino. Allo stesso tempo il termine “poggio” si inserisce benissimo nella nostra location, descrivendo il declivio sul quale si trovano i nostri vigneti e che scende verso la valle del fiume Calore, che scorre in Irpinia ed è simbolo della nostra terra.
Il nome è nato quasi spontaneamente, unendo memoria e geografia.

Essere una cantina giovane in un territorio storico come l’Irpinia è una sfida. Quale è il vostro approccio all’innovazione, pur rispettando la tradizione locale?

Abbiamo iniziato la nostra attività produttiva nel 2019 e oltre ad alcuni vigneti malmessi non avevamo altro che locali trascurati e una attrezzatura amatoriale di poca consistenza. Nonostante ciò, la passione per le vigne e la volontà di rimetterle in sesto ci hanno spinto alla prima vendemmia. È stata una sorpresa: uva abbondante e di ottima qualità! I risultati ottenuti ci hanno invogliato a continuare ad investire, modernizzare e migliorare ogni fase della nostra produzione, senza mai perdere il legame con la tradizione locale.

  Quale è stato il momento più difficile o lo scoglio più grande in questi primi anni di attività?

Il secondo anno di vita dell’azienda è coinciso con il COVID. Paradossalmente, cantina e vigneti sono diventati un luogo di equilibrio nella vita quotidiana: ci hanno permesso di lavorare giornalmente senza uscire di casa e di contrastare l’ozio forzato, che insieme alla pandemia, è stato uno dei danni maggiori alla vita sociale del periodo. Ci siamo dedicati alla ripresa e alla ristrutturazione dei vigneti e ai primi tentativi di vinificazione. È stato un periodo duro ma anche fondamentale, mentre tutto era fermo, noi vedevamo il nostro progetto crescere e dare i suoi frutti, ricevendo riconoscimento e apprezzamenti immediati, attraverso vendite gestite via email e consegne a distanza. Nel 2024 e 2025 abbiamo sostituito le vecchie attrezzature di produzione con macchinari moderni e abbiamo ridisegnato il layout di cantina; tale scelta ha consentito di creare un ambiente di lavoro spazioso ed efficiente, con tutti i requisiti necessari a sostenere vendemmie più sostanziose.

Quale è il valore aggiunto che Poggio al Calore porta nel panorama vinicolo irpino, secondo la vostra visione?

In Irpinia ci sono centinaia di produttori di vino di buona qualità, sarebbe presuntuoso pensare che l’ultima azienda nata possa rivoluzionare il panorama produttivo locale. Ci fa piacere pensare che anche la nostra piccola realtà, basata su sani principi di coltivazione, che utilizza prodotti naturali e che è costantemente attenta alla vinificazione, possa dare il proprio contributo a diffondere i vini della nostra terra.

Luogosano è il cuore pulsante della vostra produzione. che caratteristiche uniche dona il vostro terroir ai vostri vini rispetto ad altre zone dell’Irpinia?

Il terroir di Luogosano è caratterizzato da suoli argillo-calcarei ricchi di minerali, ventilazione costante e forti escursioni termiche tra il giorno e la  notte.
Queste condizioni permettono alle uve di maturare lentamente, preservando acidità, complessità aromatica e struttura. Il risultato sono vini con ottima longevità, profumi nitidi e una spiccata identità territoriale.

Quali sono i vitigni su cui puntate maggiormente? Avete un vino bandiera che vi rappresenta più di tutti?

Poggio al Calore possiede quattro ettari di Aglianico con le iscrizioni IGP, DOC e DOCG, e un ettaro di Falanghina Irpina DOC. Preferiamo limitare la produzione dei nostri vini a quelli derivanti dalla coltivazione delle nostre uve, perché crediamo che “il vino si inizi a fare in vigna”.

Produciamo: Aglianico in purezza (DOC) – Taurasi (DOCG) – Falanghina Irpina (DOC)

Il nostro vino bandiera è senza dubbio l’Aglianico.

Parliamo di un vino specifico: che profilo gustativo e olfattivo avete voluto ottenere?

Il primo vino che abbiamo prodotto e a cui siamo particolarmente affezionati è lo Jacopo. È un Aglianico DOC dei Campi Taurasini, che ha subito un affinamento di un anno in botti di rovere francese e che porta il nome del figlio di Michele, la cui effige è sull’etichetta. Il vino è caratterizzato da un colore rosso rubino, ha sentori di frutta rossa e una bocca morbida e fresca. È adatto ad accompagnare piatti di carne, arrosti e brasati.

In che modo il microclima specifico di Luogosano influenza la maturazione delle uve e di conseguenza, il profilo finale dei vostri vini?

Il microclima di Luogosano combina altitudine, ventilazione e forti escursioni termiche.
Questi elementi: rallentano la maturazione concentrano aromi e antociani, preservano acidità e freschezza È il clima ideale per l’Aglianico, che esprime qui una struttura importante ed equilibrata, e per la Falanghina, che mantiene una spiccata vivacità aromatica.

C’è un vitigno autoctono, magari meno conosciuto, che vi piacerebbe valorizzare in un futuro con un progetto dedicato?

Al momento preferiamo concentrarci sui vitigni che già coltiviamo, Il nostro Aglianico ha tanto da offrire, e vogliamo esplorarlo in nuove forme. Nel passato, ad esempio, abbiamo realizzato uno spumante di Aglianico rosato della tipologia BRUT. Abbiamo in programma di ripetere questa produzione nella prossima vendemmia e affiancarlo ad un altro spumante bianco BRUT ottenuto dalla lavorazione in bianco dell’Aglianico.

Quale è la filosofia che guida il vostro lavoro in vigna e in cantina?

Abbiamo scelto la lotta integrata, metodologia di protezione che a nostro avviso si adatta meglio alle nostre coltivazione e al nostro terroir: interventi minimi, rispetto dell’ecosistema, equilibrio naturale tra pianta e ambiente.  

Il mondo del vino è in continua evoluzione. Quali sono le prossime sfide o i progetti futuri che avete in serbo per Poggio al Calore?

Nel comune di Luogosano sono presenti due aziende, che operano in collaborazione tra di loro: l’Agriturismo Le Contrade di Pacillo Michele l’Azienda Agricola Poggio al Calore La prima opera da anni nel settore della ristorazione e dell’accoglienza alberghiera, la seconda è una azienda che produce vini DOC e DOCG di qualità nelle tipologie di prodotto tipiche dell’Irpinia. Il nostro obiettivo è quello di integrare le competenze, le strutture e gli obiettivi delle due aziende di partenza: realizzando piatti pensati per valorizzare i vini e vini selezionati per esprimersi al meglio a tavola. Dal punto di vista architettonico stiamo inoltre realizzando una sala da pranzo con vista diretta sugli impianti, un salotto per aperitivi e incontri e aree pensate per accogliere visitatori in un ambiente elegante ma autentico, in maniera tale da armonizzare la produzione della cantina con la ristorazione. I vigneti diventeranno un luogo esperienziale, con piccoli padiglioni immersi tra le vigne per degustazioni e momenti conviviali. L’obiettivo è di consentire ai partecipanti di immergersi in un’atmosfera bucolica durante i momenti degustativi e di lasciare loro un ricordo visivo e sensoriale della esperienza vissuta.

Guardando ai prossimi 5 anni come immaginate Poggio al Calore a livello nazionale e internazionale?

Nell’immediato futuro immaginiamo Poggio al Calore come una realtà sempre più radicata nel panorama nazionale. Puntiamo a consolidare la nostra identità come cantina che unisce produzione di qualità e accoglienza esperienziale: vogliamo diventare un punto di riferimento in Irpinia per chi cerca non solo vini, ma un contatto diretto con il territorio, attraverso degustazioni, eventi gastronomici e ritiri tematici immersi tra i vigneti. Stiamo già progettando format dedicati: weekend enogastronomici, percorsi sensoriali tra vigna e cantina, soggiorni esperienziali, con l’obiettivo di attrarre un pubblico sempre più ampio e consapevole a visitare la nostra azienda L’idea è quella di crescere senza snaturarci, fare piccoli numeri (40.000 bottiglie per la vendemmia 2025), produrre con un elevato standard di qualità, acquisire partnership affidabili, effettuare le vendite direttamente al ristorante o in cantina attraverso degustazioni e visite mirate. Con tali premesse per il momento non siamo interessati al mercato internazionale.

Se dovreste descrivere l’anima della vostra cantina con un solo aggettivo, quale sarebbe e perché?

Coinvolgente. Perché ogni scelta, dalla cura quotidiana delle vigne alla vinificazione, dall’accoglienza in cantina fino ai progetti futuri, nasce con l’intento di creare un legame autentico tra noi e chi assaggia i vini. Il nostro obiettivo non è solo proporre un prodotto di qualità, ma far vivere alle persone un’esperienza che le avvolga completamente: nei profumi, nei sapori, nella storia e persino nei luoghi. Vogliamo che chi ci visiti si senta parte del nostro percorso, non un semplice ospite. Essere coinvolgenti significa proprio questo: aprire le porte della nostra cantina, delle nostre vigne e della nostra visione, invitando chi ci incontra a condividere un frammento della nostra passione, e a portarla con sé.

Il vino è anche convivialità: qual è l’abbinamento cibo-vino più insolito, ma azzeccatissimo, che avete sperimentato con un vostro calice?

Molte persone sono convinte che i vini rossi siano adatti ai piatti di carne e che quelli bianchi siano fatti per il pesce. Provate ad accoppiare un “tubettone con le cozze” con il nostro Aglianico Jacopo e poi ci fate sapere!

C’è stato un incidente di percorso divertente in cantina durante una vendemmia o una fase di produzione, che ora ricordate con un sorriso?

Durante una fase di travaso del vino da un serbatoio ad un altro con una pompa elettrica, si è sganciata la fascetta che reggeva un tubo, questo ha fatto un giro di 180 gradi innaffiando di vino tutto e tutti! Dopo un secondo di silenzio, abbiamo riso come pazzi bagnati! In cantina c’era un profumo meraviglioso e inebriante. Nessuno si è disperato. E meno male che avevamo già pianificato di ridipingere l’ambiente!

Se i vostri vini potessero ascoltare musica, che genere musicale o canzone consigliereste per accompagnare una degustazione di Jacopo?

L’Adagio del concerto per pianoforte n° 21di Volfgang Amadeus Mozart.

Un consiglio controcorrente per chi si avvicina per la prima volta ai vini dell’Irpinia?

Provate ad assaggiare prima un calice di Taurasi e poi uno di Barolo. Quindi – decidete quale è il padre e quale è il figlio?

Anche oggi siamo arrivati alla fine di questa bellissima e interessante intervista.

Ringrazio Attilio e Michele per la disponibilità e per aver condiviso la passione che anima Poggio al Calore. Una realtà che merita di essere scoperta, calice alla mano, per assaporare l’autentica essenza dell’Irpinia. L’avventura di Poggio al Calore è appena iniziata, e noi non vediamo l’ora di seguire i loro prossimi passi.

A voi lettori di Mister Wine, l’invito è duplice: il primo, naturalmente, è quello di visitare la cantina! L’Irpinia è una terra magnifica e conoscere di persona luoghi e volti dietro a un calice di vino rende l’esperienza ancora più unica. Trovate tutti i riferimenti per contattare direttamente la cantina e organizzare una visita sul loro Sito web ufficiale di Poggio al Calore o sulle loro pagine social.

Il secondo invito è a restare sintonizzati sulle nostre pagine: continuate a seguire Mister Wine per non perdere le prossime storie, le nuove scoperte e le interviste esclusive dal mondo del vino italiano e internazionale.

Alla salute, e al prossimo articolo!

Mister Wine – Giovanni Scapolatiello – Sommelier Ais Italia 

Poggio al Calore Azienda Agricola Srl 

è costitutita con la partecipazione paritetica delle famiglie Colucci e Pacillo.

Indirizzo: Contrada Pesco n°2 – cap. 83040  Luogosano (AV

Cell: 327 3038205 Attilio Colucci, 3406904085 Michele Pacillo.

email poggioalcalore@gmail.com, sito www.poggioalcalore.com.

giomisterwine@gmail.com

Instagram @giomisterwine

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