"Storia di una realtà familiare sospesa sul vulcano, nata dalla passione per il territorio e resa possibile da amicizie vere."

In questa intervista, ci addentriamo tra le “Terrazze sui Campi”, scopriamo il carattere della Falanghina e del Piedirosso, e ascoltiamo la voce di chi ha scelto di coltivare bellezza e identità. Perché il vino, qui, non è solo un prodotto: è un racconto.
Oggi su Mister Wine vi porto alla scoperta di Tenuta Loffredo, una piccola realtà vitivinicola campana che produce vini autentici e profondamente legati al territorio flegreo. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per capire cosa rende speciale ogni bottiglia.
Origini e filosofia
Mister Wine: La vostra storia parte dall’Ottocento, ma il marchio Tenuta Loffredo nasce nel 2017: cosa vi ha spinti a mettervi in gioco in prima persona? Come nasce Tenuta Loffredo? Qual è la vostra storia e in quale territorio ci troviamo?
Tenuta Loffredo nasce dal sogno e desiderio del figlio primo genito, Gennaro Loffredo, nel voler riportare in auge la terra di famiglia in cui era ubicato il primo vigneto impiantato dal nonno. Nel 2004 il vigneto viene riorganizzato in quello che oggi è il nuovo impianto rigorosamente strutturato a “Terrazzamento Pozzolanico” interamente disposto a Sud con un’altitudine massima di 120 m.s.l.m..
L’areale vitivinicolo di riferimento è quello dei Campi Flegrei vicino al cuore della città metropolitana di Napoli nello specifico siamo ubicati a Pianura tra Quarto e Pozzuoli.
Nelle terre dei “Campi Ardenti” così chiamati un tempo a causa della loro intensa attività vulcanica, caratterizzata da fumarole, sorgenti termali e fenomeni sismici, che la famiglia Loffredo nel lontano 1942 impianta le primi viti ed inizia la coltivazione della terra.
Mister Wine: Essere vignaioli nei Campi Flegrei da tre generazioni: più orgoglio o più responsabilità? Quali valori guidano la vostra produzione vinicola?
Siamo orgogliosi delle nostre radici e della nostra terra ed è per questo che ci sentiamo responsabili del nostro lavoro, una testimonianza del lavoro di tutti noi vignaioli che con tante difficoltà cerchiamo di comunicare la bellezza della nostra terra, la ricchezza delle materie che la compongono il tutto semplificato in un piacevole calice di vino.
Mister Wine: Com’è vivere e coltivare in un cratere spento? La Piana di Quarto è un luogo unico, quanto il suolo vulcanico incide davvero sul carattere dei vostri vini?
Il suolo è tutto, è il cuore pulsante che permette alle piante di sopravvivere e crescere sane. La tessitura del terreno è franco sabbiosa; si tratta di un terreno sciolto caratterizzato da una significativa presenza di sabbia che gli conferisce una permeabilità alta ed una capacità di ritenzione idrica relativamente bassa, terreno molto drenante. I nostri vini sono espressione del territorio, freschi, minerali e sapidi caratteristiche strettamente connesse con il nostro terroir.
Mister Wine: Cosa rende unico il territorio dei Campi Flegrei per la viticoltura?
Il territorio dei Campi Flegrei è unico non solo per la sua storia; Cuma fu la prima colonia Greca dell’Italia meridionale tra le più antiche della Magna Grecia. Questo territorio venne anche ammirato dai Greci come luogo di miti e dell’oltre tomba, basti pensare all’ antro della Sibilla Cumana, dove la profetessa viveva e dava oracoli ma anche il lago d’Averno, considerato l’accesso al mondo dei morti. I fattori che rendono unico questo territorio da un punto di vista vitivinicolo sono sicuramente un suolo vulcanico ricco e diversificato caratterizzato da: cenere, lapilli, pomice, tufo e sabbia tutti derivanti dall’attività del super vulcano. Capirete bene che tutto ciò si sintetizza in suoli con una grandissima capacità drenante e quindi piante con un apparato radicale che penetra pesantemente in profondità e rilascio di minerali alle uve, il tutto contribuisce a una mineralità importante nei vini prodotti ritrovando note fresche, saline e minerali. Altro fattore importante è il clima mitigato dal mare grazie alla vicinanza con il Golfo di Napoli. In fine l’influenza marina e quindi la vicinanza con il mare conferisce emozioni sensoriali quali note saline e sapide che si possono ritrovare soprattutto nei fini bianchi.
Mister Wine: Lavorate con vitigni autoctoni come Falanghina e Piedirosso: cosa vi affascina di più in queste varietà?
Le consideriamo le nostre varietà autoctone e per questo crediamo in loro e cerchiamo di onorarle al meglio, abbiamo adottato la mentalità di lavorare con rese bassissime; 50 Q/ha per la Falanghina e 40 Q/ha per il Piedirosso il tutto suddiviso in due piccolissimi vigneti dove il primo è di quasi 2 Ha ed il secondo quasi 1/Ha crediamo che sia la strada migliore per ottenere uve qualitativamente adatte per un ottimo vino.
Mister Wine: Coltivare su terrazzamenti ripidi: è più palestra o più meditazione?
Vivere la natura vuol dire aprire la mente e quindi aprirsi ad essa ma sicuramente il terrazzamento è a tutti gli effetti un concetto di viticultura “eroica” faticosa e stancante quindi credo di più in una coesistenza tra le due cose.
Mister Wine: Falanghina, Piedirosso e Aglianico: perché proprio loro? E chi è il “divo” della vostra cantina?
Rientrano nelle nostre varietà autoctone del territorio flegreo, siamo sempre stati grandi sostenitori della Falanghina come vitigno unico nel suo genere se saputo lavorare, capace di dare vita a grandissimi vini…forse bistrattato e cannibalizzato negli anni passati oggi sta tornando ad essere riconsiderato. Vediamo invece nel Piedirosso una strada tutta da percorrere, parliamo di un vitigno interessantissimo più e più volte associato come una versione sud italia del Pinot Nero troppo spesso messo in ombra dal colosso campano per eccellenza l’Aglianico.
Mister Wine: Se il Piedirosso fosse una persona, che tipo sarebbe? Un poeta maledetto o un compagno di brindisi?
Un connubio tra i due, amante delle proprie radici ma con un forte desiderio di scopera, sarebbe elegante e signorile ma mai aggressivo nel manifestarlo, ironico a tratti, una persona semplice ma profonda allo stesso tempo, una persona che non dimentichi una di quelle che lascia il segno.
Mister Wine: Preferite l’acciaio, il legno o siete in fase “sperimentazione creativa”?
Siamo un’azienda giovane e tutto per noi è creatività e sperimentazione, attualmente lavoriamo utilizzando silos in acciaio.
Mister Wine: Avete mai pensato a un vino in lattina? O è un pensiero che vi fa tremare le radici?
Tenuta Loffredo è un’azienda vitivinicola di famiglia con una gestione familiare, certo in un futuro ci struttureremo ma la mission rimane quella della nicchia quindi poche cose e fatte al meglio. La latta non è contemplata nella nostra filosofia attuale.
Mister Wine: Lavorare a mano su terrazzamenti non è da tutti: come gestite la fatica e la qualità?
Si tratta di un lavoro che vuoi o non vuoi deve essere fatto, lavorare su terrazzamenti è sicuramente più impegnativo della pianura ma non impossibile. Tutti gli interventi sono mirati pianta per pianta, non utilizziamo macchinari sarebbe impossibile, il lavoro manuale comporta minore velocità ma ciò ci permette di osservare meglio la vite ed intervenire quando serve. La qualità la si può riscontrare nei nostri vini.
Mister Wine: Qual è la vostra idea di sostenibilità, concreta e quotidiana? Adottate pratiche sostenibili in vigna o in cantina?
Monitoriamo continuamente la vigna in modo da intervenire in maniera mirata su ogni problematica
Mister Wine: Qual è il vostro approccio alla coltivazione e alla vinificazione?
L’intento è lavorare curando al meglio le piante di vite e la vigna stessa, il vino lo progettiamo qui non in cantina.
Mister Wine: Organizzate visite o degustazioni? Che tipo di esperienza proponete?
Non siamo ancora completamente aperti all’enoturismo ma organizziamo, come c’è già capitato, giornate in vigna con degustazione nella nostra terrazza situata tra i terrazzamenti. Proponiamo una degustazione classica in abbinamento con prodotti del territorio ma anche esperienze costruite sulla richiesta di ospiti e gruppi non particolarmente numerosi.
Mister Wine: Qual è il vino che consigliate a chi visita Tenuta Loffredo per la prima volta? Quello che fa dire “ok, ora capisco tutto!”
Riteniamo che tutti i nostri vini siano espressione del nostro lavoro ma sicuramente riponiamo nel Piedirosso non solo come vino ma come vitigno un ruolo da protagonista.
Mister Wine: Ci raccontate qualcosa sui vostri vini “Terrazze sui Campi”? Qual è il più rappresentativo?
Sono sicuramente tutti rappresentativi del nostro territorio ma lasciamo a voi il piacere della scoperta a volte del tutto soggettiva.
Mister Wine: Quale vino consigliereste a chi si avvicina per la prima volta alla vostra produzione?
Sicuramente il piedirosso, lo consideriamo un vitigno unico nel suo genere e quello che più rappresenta l’areale Flegreo.
Mister Wine: Nuove etichette in arrivo? Ci potete spoilerare qualcosa?
Abbiamo lavorato duramente ad una novità che per ora riposa beata.
Mister Wine: Se poteste fare una collaborazione folle, tipo “Tenuta Loffredo x Star Wars”, che vino sarebbe il protagonista?
Sicuramente la nostra novità che ora riposa beata.

Giunti al termine di questo viaggio tra i filari e i crateri, il primo ringraziamento va a voi, cari lettori, per aver condiviso questo racconto e per la curiosità con cui seguite ogni mia esplorazione nel mondo del vino. Un grazie colmo di stima va all’azienda Tenuta Loffredo: la vostra enorme disponibilità e l’accoglienza genuina mi hanno permesso di toccare con mano l’anima di una realtà rara, fatta di fatica, terra e sogni. Infine, un ringraziamento speciale non può che andare all’amico Davide Carusi: la sua preziosa collaborazione è stata la bussola che ha guidato questo racconto, rendendo possibile ogni singola parola di queste pagine.
Nei Campi Flegrei, il vino non è mai solo un nettare, ma il respiro stesso di un gigante che dorme. È il fuoco del vulcano che si fa linfa, è la cenere che si trasforma in frutto, è il mare che sale lungo la vite per farsi sapidità e memoria. Bere un calice di questa terra significa ascoltare il battito sotterraneo della storia.
Mister Wine – Giovanni Scapolatiello – Sommelier Ais Italia






