ARLANZA – La Castiglia che non fa rumore

ARLANZA – La Castiglia che non fa rumore

Continua il mio viaggio nelle regioni vinicole spagnole meno conosciute, ma che custodiscono storie, vitigni e paesaggi che meritano di essere raccontati.

Dopo aver attraversato la luce granitica di Cebreros, il mio cammino prosegue in Castiglia, ma cambia profondamente atmosfera. Dalla verticalità di Gredos scendiamo verso una terra più antica, più austera, più silenziosa. Una terra che vive tra monasteri medievali, fiumi lenti e colline spoglie.

Oggi arriviamo a Arlanza, una DO remota e sorprendente, schiacciata tra giganti come Ribera del Duero e Rioja, ma capace di custodire un’identità tutta sua: elegante, sobria, castigliana fino al midollo.

ARLANZA – La Castiglia che non fa rumore
Un territorio di pietra, vento e memoria.

Arlanza è una DO che si estende tra Burgos e Palencia, lungo il corso del fiume che le dà il nome. È un paesaggio che sembra uscito da un romanzo medievale: colline nude, pietra calcarea ovunque, monasteri e borghi silenziosi, vigneti che resistono al vento castigliano, altitudini tra i 750 e i 1.000 metri.

È una Castiglia che non cerca di piacere: chiede di essere capita.

Un vignaiolo locale dice: “Qui il vino non è un prodotto: è un carattere.”

La Tinta del País infatti è il volto castigliano del Tempranillo, il vitigno protagonista è proprio lei, la Tinta del País, la versione castigliana del Tempranillo.

Ma qui assume un profilo unico: colore profondo ma non pesante, tannino fine e asciutto, acidità sorprendente, note di mora, prugna, erbe secche, una mineralità calcarea che asciuga il sorso. È un Tempranillo più austero, più serio, più “di pietra”

Gli altri vitigni della DO

Ma in questa regione, convivono altri vitigni a bacca Rossa come la  Garnacha — luminosa, elegante, quasi “atlantica”. La Mencía — rara, ma sorprendentemente fresca. C’è spazio anche per il Cabernet Sauvignon — presente in alcune parcelle storiche.

Mentre per i bianchi, spiccano l’ Albillo Mayor — fine, setoso, minerale, la Viura — fresca, quotidiana, perfetta per il territorio.

I vini di Arlanza dunque, hanno un tratto comune: la sobrietà elegante. Nei rossi infatti ritrovi: frutti neri maturi ma non dolci, erbe secche, note balsamiche, una mineralità calcarea che asciuga e allunga, un finale serio, castigliano.

Mentre nei bianchi troviamo,  fiori bianchi, pera, mandorla e una freschezza sorprendente.

Produttori da scoprire

Bodegas Arlanza:  La memoria del territorio. Vini austeri, profondi, autentici.

Bodegas Monte Amán: Stile classico, elegante, castigliano. Tempranillo di grande finezza.

Bodegas Palacio de Lerma: Interpretazioni moderne, pulite, luminose. Ottimi bianchi da Albillo Mayor.

Bodegas Sierra:  Piccola realtà familiare. Vini sinceri, territoriali, poetici.

ARLANZA – La Castiglia che non fa rumore

Chicche e aneddoti dal territorio

Arlanza è una delle DO più antiche come tradizione, ma una delle più giovani come riconoscimento ufficiale (2007). Molte vigne sono centenarie, piantate su suoli poveri e calcarei. Il vento è un protagonista assoluto, asciuga, pulisce, scolpisce i tannini.

Il monastero di San Pedro de Arlanza è uno dei luoghi simbolo della viticoltura medievale castigliana.

ARLANZA – La Castiglia che non fa rumore

La DO è minuscola, ma sta vivendo una rinascita silenziosa, per questo ho deciso di raccontarla.

Grazie per aver camminato ancora una volta con me in questa Spagna meno conosciuta e battuta, fatta di pietra, vento, monasteri e Tinta del País che profuma di austerità e memoria.

Arlanza è una terra che non cerca applausi: chiede silenzio, ascolto, rispetto. Una Castiglia che non si concede subito, ma che quando si apre rivela una profondità rara, antica, quasi monastica.

La mia rubrica continua.

E come sempre, ogni tappa è un invito a guardare oltre le mappe, oltre le mode, oltre i confini del conosciuto. Perché il vino, quando è vero, nasce sempre ai margini.

Alla prossima regione, alla prossima storia, al prossimo calice.

Mister Wine – Giovanni Scapolatiello – Sommelier Ais Italia 

Mister Wine
Mister Wine

Sono Giovanni Scapolatiello, Sommelier Ais e trasformo il vino in un racconto.

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