Vignoble Caritatis: la storia dei vini tra papi, monaci e vignaioli
Il Vignoble Caritatis racchiude una storia millenaria dove il sacro incontra la terra. In questo territorio straordinario, la collaborazione tra Papi, monaci e storici vignaioli ha dato vita a un patrimonio enologico unico. Scoprire questa realtà significa immergersi in una tradizione che unisce la spiritualità del lavoro manuale alla produzione di vini d’eccellenza assoluta.
Eredi di una storia eccezionale, Monaci e Monache delle Abbazie di Barroux e Vignaioli. Sono lieto di presentarvi il memoriale del doppio patrimonio vitivinicolo di cui sono custodi: quello della più antica vigna papale piantata intorno al 1309 da Papa Clemente V sui terreni del loro Cantone e quello dei Monaci-Viticoltori di grandi vigneti in Francia. Oggi ono orgoglioso di presentarvi Paul Grady, Direttore Commerciale del Domaine Via Caritatis. Situati nella Valle del Rodano, i vini della Via Caritatis sono prodotti dagli ultimi monaci viticoltori della Valle del Rodano. Una comunità di fratelli e sorelle benedettini si raggruppò intorno alle abbazie di Le Barroux. Sono gli eredi della viticoltura monastica, una tradizione seguita da più di 1000 anni, e tra gli ultimi monaci a produrre ancora vino (in Francia ci sono solo 3 abbazie).

Ciao Paul, è un onore averti qui e ti ringrazio per aver accettato la mia proposta di intervista. Grazie per averci accolto nel vostro meraviglioso vigneto.
Paul: Ciao a tutti i lettori e amici di Mister Wine. Siamo molto lieti di essere qui con voi oggi.
Mister Wine: Allora, puoi raccontarci la storia del tuo vigneto e come è iniziata la tua avventura nel mondo del vino?
Paul: Via Caritatis è un’avventura nata dal legame secolare tra i monaci del Ventoux e la vite. Già nel 1309, i papi di Avignone avevano riconosciuto questo terroir eccezionale. Oggi, gli ultimi monaci-viticoltori della Valle del Rodano hanno scelto di perpetuare questa tradizione unendo le forze con i viticoltori locali in un progetto di solidarietà, combinando un know-how ancestrale e standard moderni.
Mister Wine: Quali sono le caratteristiche distintive del terroir del vostro vigneto?
Paul: Le nostre vigne fioriscono sulle alture del Mont Ventoux, un vigneto d’alta quota dove il clima montano, il maestrale e la marcata escursione termica tra il giorno e la notte conferiscono ai vini una freschezza e un’eleganza rare. La diversità dei terreni – argilloso-calcarei e sabbiosi – permette di ottenere vini di grande complessità aromatica.
Mister Wine: Come descriveresti il processo di vinificazione e quali sono i passaggi più critici?
Paul: Prediligiamo una vinificazione attenta e precisa, rispettosa delle uve e del terroir. Dopo la raccolta manuale, le uve vengono accuratamente selezionate prima della fermentazione controllata per preservare la purezza del frutto. L’affinamento in tini e botti avviene lentamente, nel silenzio delle cantine, per rivelare tutta la finezza e la profondità di ogni cuvée. Il passaggio più importante è senza dubbio l’invecchiamento, che richiede pazienza e precisione per sublimare le potenzialità del vino. Poi arriva la miscelazione, caratteristica della Valle del Rodano. Come in una ricetta, ogni vitigno viene incorporato negli altri per costruire un’identità specifica per ciascuna delle nostre cuvée e garantire la coerenza di un profilo in tutte le annate.
Mister Wine: Quali sono le principali sfide che dovete affrontare nella produzione di vino in un contesto di cambiamento climatico?
Paul: L’aumento delle temperature e la siccità sono sfide importanti. Grazie alla nostra altitudine e ai venti freschi del Ventoux, manteniamo una bella freschezza nei nostri vini. Adattiamo anche le nostre pratiche con coperture vegetali, un lavoro meticoloso sul terreno e raccolti adeguati per preservare l’equilibrio e la vivacità delle nostre annate. Un’altra grande sfida legata alla nostra posizione geografica è l’altitudine. La viticoltura nelle zone montane è difficile, con promontori stretti e strapiombi importanti; Ciò rende difficile il funzionamento delle macchine agricole e limita notevolmente l’uso della coltivazione meccanica. Questo è uno dei motivi per cui la maggior parte del “lavoro verde” viene svolto a mano.
Mister Wine: Come vi assicurate che ogni annata mantenga un alto livello di qualità?
Paul: Preferiamo un approccio parcella per parcella, vinificando ogni terroir separatamente per preservarne l’identità. I nostri metodi combinano rigore monastico e competenza tecnica: degustazioni regolari, affinamenti adattati e un’attenta selezione dei migliori tini garantiscono la continuità della nostra firma aromatica, annata dopo annata.
Mister Wine: Avete una tradizione particolare nella vostra azienda che si riflette nei vini che producete?
Paul: I nostri vini riflettono un know-how monastico secolare, dove la pazienza, l’ascolto del tempo e il rispetto per la natura sono valori imprescindibili. Mentre i monaci praticano Ora et Labora (preghiera e lavoro), vediamo il vino come un frutto del tempo e della pazienza, dove ogni cuvée è un omaggio a questo adagio radicato nella nostra cultura giudaico-cristiana.
Mister Wine: Qual è il tuo vino preferito che hai prodotto e perché?
Paul: Le abbazie tracciate sono l’esatto riflesso dello spirito benedettino. Si tratta di vini autentici che rivelano con profonda semplicità l’anima del nostro terroir del Ventoux. Il Lux Rouge è uno dei più emblematici e l’esempio perfetto di ciò che è un vino del Rodano meridionale. La sua eleganza e profondità, il suo equilibrio tra la potenza del Ventoux e la freschezza dell’altitudine, lo rendono un vino eccezionale per l’invecchiamento. Ogni annata rivela una nuova sfaccettatura di questo terroir unico.

Mister Wine: Come vede il futuro del vino nella sua regione, in termini di innovazione e sostenibilità?
Paul: Il Ventoux è in piena espansione, riconosciuto come uno dei vigneti più promettenti della Valle del Rodano. Il futuro è in una viticoltura più rispettosa, dove l’altitudine e la biodiversità saranno le principali risorse. Lavoriamo per preservare l’ambiente con un approccio sostenibile e ragionato, in modo che ogni generazione possa continuare a sublimare questo terroir eccezionale.
Mister Wine: Che consiglio daresti a qualcuno che vuole entrare nel mondo del vino?
Paul: Imparare ad ascoltare la natura. Il vino è un lavoro di pazienza e umiltà, dove ogni annata è una nuova lezione. Circondarsi delle persone giuste, rispettare il proprio terroir e non smettere mai di imparare sono le chiavi per un vino autentico e sincero.
Mister Wine: Infine, come si fa a degustare al meglio un vino e quali sono i tuoi abbinamenti cibo-vino preferiti?
Paul: Un buon vino va assaggiato con attenzione, in un momento di calma, prendendosi il tempo di apprezzarne gli aromi e l’evoluzione in bocca. I nostri vini sono un meraviglioso accompagnamento a raffinati piatti mediterranei: un Lux Rouge esalterà una costoletta alla griglia, un Pax Rouge si abbinerà all’agnello alle erbe della Provenza e un Vox Blanc rivelerà tutta la sua freschezza con pesce in salsa o formaggi stagionati.
Mister Wine: Siamo arrivati alla fine di questa intervista, ringrazio Paul Grady, per il tempo che mi hanno concesso.
Paul: Giovanni, grazie per avermi invitato. Ci piace condividere la nostra passione!

Sono Giovanni Scapolatiello conosciuto come Mister Wine, sommelier Ais e questo è il mio modo di raccontare il vino.
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