Il Panzale di Cantina Berritta: raro vitigno sardo
Nel cuore della Sardegna, dove le tradizioni millenarie incontrano una natura selvaggia e generosa, si nascondono tesori enologici unici al mondo. Uno di questi è senza dubbio il Panzale di Cantina Berritta, un vitigno autoctono a bacca bianca che ha rischiato di scomparire e che oggi rappresenta una delle perle più affascinanti della viticoltura di Dorgali. Non si tratta semplicemente di un vino, ma di una storia di salvataggio, passione familiare e profondo rispetto per la terra. Scopriamo insieme le origini e le caratteristiche di questo raro bianco sardo.
In Sardegna il tempo si è fermato, e questo è il suo grande pregio. (Fabrizio De Andrè).
Come dargli torto al grande De Andrè, se conosci la Sardegna, hai imparato, come me, che qui tutto diventa slow, il tempo rallenta, quasi come se volesse farti godere ogni momento, ogni tramonto, ogni colore e ogni istante. Tutto diventa magico, una terra che è ben conosciuta per il suo mare, le sue spiagge e i suoi paesaggi wild. La Sardegna vanta tesori nascosti che fino a pochi decenni fa, si pensava fossero stati introdotti sull’isola dai Fenici, ma dalle ultime scoperte si è accertata la presenza della vite nel periodo nuragico.
Alcuni vitigni, ad esempio, sono presenti solo in Sardegna e alcuni esempi sono: il Nuragus, il Nasco, la Nieddera, il Semidano, la Granatza, and il Licronaxiu, pertanto è impossibile che siano stati importati, un vero e proprio patrimonio di biodiversità. Infatti, la Sardegna è la regione che vanta il maggior numero di endemismi e vitigni autoctoni, e i recenti ritrovamenti di vinaccioli con datazioni dal 900 fino al 1300 AC, testimoniano la presenza della vite ben prima dell’arrivo dei Fenici. Questa scoperta fa dell’isola un centro di domesticazione secondario, affiancandola dunque ai territori Caucasici e della Mesopotamia riconosciuti come luoghi di coltivazione primaria della vite. Mentre l’Italia vanta il maggior patrimonio varietale vinicolo, la Sardegna custodisce un tesoro di vitigni autoctoni che deve ancora valorizzare.

Tra i miei tanti viaggi, alla scoperta di chicche e tesori nascosti, ho scovato nel cuore di Dorgali un’azienda davvero virtuosa, che custodisce un vitigno più unico che raro, ovvero il Panzale, parliamo di Cantina Berritta.
Siamo precisamente nella vallata di Oddoene, regno delle migliori tradizioni agricole Dorgalesi; infatti, la maggior parte del vino e dell’olio prodotto a Dorgali proviene da questa vallata. La valle è circondata da imponenti montagne (monte Oddeu, Monte Tundu, sos Gutturzos) attraversata dal Rio Frummeneddu che la rende fertile e il suo suolo è ricco di granito in decomposizione e calcare, un suolo molto povero per qualsiasi coltivazione ma perfetto per vitigni e oliveti; infatti, 500 ettari di questa vallata sono coltivati appunto a vigneti e 700 ettari a oliveti, tutti non lontani dal mare (160\ 200 m slm), siamo all’incirca 12 km da Cala Gonone, ecco perché questa vallata ha un suo microclima, con forti escursioni termiche tra giorno e notte, cosa che ben si addice a questo tipo di coltivazioni.
La Cantina nasce nel 2007 con Antonio Berritta, vignaiuolo da diverse generazioni, che impiantò qui i suoi primi vigneti negli anni ’80, vigneti di Cannonau. E’ cosa ben nota che il Cannonau è uno degli uvaggi più conosciuti della Sardegna e che solo nel territorio del Nuorese può essere vinificato anche con la denominazione di “Classico”, (considerata l’area nativa del Cannonau). Ad oggi la produzione della cantina consiste per il 75% in Cannonau e custodisce un vero e proprio tesoro, dal nome Panzale.

Il Panzale è un vitigno autoctono Dorgalese a bacca bianca, che veniva coltivato principalmente nell’area di Dorgali, ma che viene vinificato unicamente da Cantina Berritta, (in passato, esclusivamente uva da tavola, lo si considerava troppo pesante per la vinificazione oltretutto, avendo la capacità naturale di durare nei mesi rispetto ad altre uve, la si preferiva mangiare, piuttosto che vinificare). Negli anni ‘80, Antonio Berritta ha creduto al recupero e alla valorizzazione di questo antico vigneto e ha iniziato a vinificarlo. Ad oggi ne producono all’incirca 3000\3500 bottiglie e a questi due vitigni autoctoni, 25 anni fa, hanno affiancato un vitigno più internazionale, ovvero la Syrah.
Cantina Berritta vanta circa due ettari di Syrah, che vinificano sia in blend col Cannonau (50% Cannonau 50% Syrah) sia in purezza dal 2016. Dal 2020 hanno iniziato a produrre anche il Vermentino, uvaggio nativo della Gallura, che trova “terreno fertile” anche qui a Dorgali su un suolo da disfacimento granitico sabbioso ideale per il Vermentino, che in questa veste Dorgalese, regala un vino fresco e saporito. Ad oggi, l’azienda, conta circa 10 ettari coltivati a vigneto e tre ettari coltivati ad oliveto, altri due ettari di Cannonau sono dislocati nella collina di un vecchio vulcano spento, a 500 m slm su terreno basaltico, “Filieri” un piccolo ma importante cru di Dorgali particolarmente vocato per la viticoltura, e dal quale nasce il Baillanu. Le condizioni climatiche completamente differenti e le caratteristiche dei due terreni (Oddoene-Filieri) generano, anche dagli stessi cloni di Cannonau, vini completamente diversi.
Cantina Berritta da sempre lavora le uve con metodi il più possibile tradizionali e rispettosi dell’ambiente, dal 2019 detiene la certificazione di vino biologico in etichetta. Ha ottenuto anche il toponimo di vigna di Oddoene, inoltre, tutti i vini che producono derivano da piccoli Cru differenti, cioè da vigne totalmente diverse e uniche.

Il Panzale, dunque, è il tesoro nascosto scovato nelle mie lunghe ricerche, i francesi chiamerebbero questi uvaggi “pepite”. Un vino dal grande potenziale, prodotto da viti di circa 25 anni, coltivate a regime biologico certificato su terreni drenanti derivati dal disfacimento granitico, collocati a un’altitudine di 120 metri sul livello del mare. I grappoli vengono raccolti a mano in cassette durante la prima decade di settembre e sono quindi immediatamente raffreddati in cella frigorifera a una temperatura di 5-6 °C. Segue la pigiatura soffice e la fermentazione alcolica spontanea a temperatura controllata in vasche di acciaio inox con 12-18 ore di macerazione pellicolare. In acciaio ha luogo la maturazione di circa 5 mesi e dopo un ulteriore breve affinamento in bottiglia il vino è infine posto sul mercato.
Il Panzale si presenta di colore giallo paglierino brillante dai riflessi dorati. Note di frutta a polpa gialla, scorza di agrumi e delicate note floreali delineano il corredo aromatico. In bocca è secco, grande freschezza e fragranza, dalla lunga scia sapida nel finale. Insomma un vino che si caratterizza per la sua versatilità, un vino da tutto pasto, ma anche da meditazione.

Non vi resta quindi, se passate da Dorgali, visitare la cantina e magari dire che vi manda Mister Wine.
Sono Giovanni Scapolatiello conosciuto come Mister Wine, sommelier Ais e questo è il mio modo di raccontare il vino.
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